Nobuo Uematsu e la bellezza dei limiti

2 minuti di lettura

Essendo un “retrogamer”, ci penso spesso.

Avendo un rapporto conflittuale con il videogame moderno, ci rimugino molto.

Giocare a The Phantom Pain (vedi qui e qua) me lo sta riconfermando.

E leggere questa bella intervista a Nobuo Uematsu, lo ha un po’ innalzato a credo religioso:

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Spesso la gente afferma che dev’essere stato difficile creare musica per NES e SNES avendo così pochi suoni a disposizione, ma io non l’ho mai percepita così. Io penso che maggiori sono i limiti che le persone incontrano, più quest’ultime si dimostrano ingegnose, quindi forse ho trovato stimolante pensare a come avrei potuto realizzare musica rock, o musica classica, con tre suoni. Era come un gioco, per me.

(tradotto liberamente dal sottoscritto)

Quanta magnifica verità.

E quante cose meravigliose sono nate proprio nel tentativo di superare determinati limiti… anche se, per amor di sintesi, oggi chiacchiereremo giusto di videogiochi.

L’Arte di Arrangiarsi

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In un vecchio post spiegavo come molto dell’umorismo “visivo” della serie Monkey Island fosse frutto delle limitazioni tecniche del livello grafico del periodo, umorismo che difatti è stato difficilmente tradotto nelle varie Special Edition del caso.

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È un discorso che generalizzando possiamo rapportare a gameplay, filmati, dialoghi testuali e altri numerosissimi espedienti legati ai limiti della tecnologia di un tempo.

Uno dei “problemi” delle generazioni moderne e future di videogame è forse derivato proprio da questa caotica pagina bianca, riempibile in ventordici modi diversi.

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Final Fantasy VI sfruttava la Mode 7 del Super Nintendo per creare un "finto 3D" durante i viaggi in aeronave (e chocobo). L'effetto rappresenta tutt'oggi un capolavoro del 2D gaming

Sì, lo so: non è che oggigiorno i limiti nello sviluppo videoludico non esistano, anzitutto quelli economici (che sono sicuramente più pressanti di un tempo), ma creativamente parlando le possibilità offerte dalle moderne tecnologie sono pressoché infinite, soprattutto se le paragoniamo a quelle anche solo di una quindicina d’anni fa, e questo ha inciso un sacco nella qualità dei titoli più mainstream.

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Non è certo un caso se i videogiochi più originali e creativi del nostro periodo provengano più che altro dalla scena Indie, che notoriamente per le ragioni economiche di cui sopra si ritrova a fronteggiare decisamente più problemi della vostra amica Ubisoft.

Glasnost

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Assassin's Creed e quel che si dice "mercificazione coatta"

La verità è che oggi una major delle softwarehouse può benissimo permettersi di rilasciare un titolo di prima fascia anche se buggato e finito a metà, oltre che (soprattutto) dalla tracotante banalità videogiocosa…questo perché, altrettanto banalmente, massima parte dell’investimento legato ad un videogioco finisce in pubblicità.

A gioco già venduto una patch si può sempre fare, una promozione massiccia e ridondante invece è indispensabile proprio per venderlo.

Oggi i limiti possono essere ignorati, purché si abbiano i soldi per crearsi un brand.

Il Futuro

nextgen

Come è stato per Musica e Cinema, temo che dovremmo aspettarci titoli di punta sempre più fiacchi a scapito di una nicchia (si spera) variegata e fiorente, con le benedette eccezioni del caso (CD Projekt Red, sto pensando a te).

In realtà, tutto va molto in relazione a come si comporteranno in questo senso le varie tecnologie:

Playstation-VR

Faccende come il Playstation VR, ed in generale elementi che possano seriamente creare una nuova esperienza, quel tipo di “salto nel vuoto” di cui un’industria economicamente di successo ma sempre più creativamente stagnante ha senz’altro bisogno.

Il vero progresso, la vera nextgen.

Con nuovi limiti da superare, e nuove pagine da scrivere.

Commenti

Alan

recuperato l'account e tornato!! cmq tutto verissimo! in particolare il successo di serie fotocopiate come AC e giochi senza betatesting come Watchdogs è la rovina del settore e ha portato a tutta una gen di giochi patinati che sanno di plastica

Valerio

il problema non è tanto (non solo) l'economia e lo sviluppo dei videogiochi: è proprio nell'utente finale, ovvero il giocatore, o ancora meglio la massa videogiocante che non è in grado di recepire quella che è la qualità, o comunque la bistratta a scapito di titoli che bombardano costantemente nelle pubblicità e troneggiano sulle varie testate online e fiere del caso, spesso con dei 9 regalatissimi. Sapessi le volte che mi è capitato di vedere commenti di persone che si vantava di titoli validissimi lasciati virtualmente sullo scaffale per un calo di framerate, piuttosto che per server e componenti online, quasi fosse un obbligo avere la funzione multiplayer...o meglio, vedere la sua assenza percepita come un difetto. Se togliamo i Portal e qualche altro caso molto raro, è difficile vedere videogiochi che sanno effettivamente di nuovo ottenere il successo che meritano anche se promossi come si deve, questo perché il videogiocatore base un metodico conservatore a cui però piacciono le lucine.

Lollo

ma che vuol dire? esiste una critica specializzata e non è certo colpa del giocatore se si piglia le peggio cantonate e magari i big money per buttare lì un votone all'ultimo assassin creed del caso e preciso che a me gli ac piacciono eh, però sono daccordo nel dire che si parla di una serie caruccia diventata importante principalmente per ragioni pubblicitarie piuttosto che per meriti veri e propri come usava ai bei tempi. Però se oggi fanno giochi di merda la colpa è degli sviluppatori, perchè il giocatore certo tiene in piedi il teatrino spendendoci i soldi ma perchè viene costantetemente gabbato da tutti gli organi di cui sopra, cioè non è che siamo tutti decerebrati che vediamo uno spot e un nove e ci fiondiamo addosso ad un titolo al dayone, però è chiaro che se si apprezza una serie e i vari recensori non fanno sapere di bnug piuttosto che di contenuti tralasciati uno va e si fida, compra. Che poi anche lì non è che uno debba per forza vedere le recensioni, dovrebbe bastare spendere (pure tanti soldi aggiungerei) per poter garantire che si sta comprando un prodotto che li vale, cioè che sia quantomeno finito da cima a fondo e non necessiti di ventimila patch e disagi per funzionare a dovere

Valerio

vedi, tu sei esattamente quello di cui stavo parlando, e peggio ancora ne sei consapevole: << perchè il giocatore certo tiene in piedi il teatrino spendendoci i soldi
ma perchè viene costantetemente gabbato da tutti gli organi di cui
sopra >> parole tue e. Ora, se il giocatore medio viene gabbato e nonostante questo continua imperterrito a spendere soldi su soldi per giochi che oramai sa già gli verranno venduti incompleti, bè...semlicemente, se lo merita che lo freghino. E io casa di videogame posso dormire sonni tranquilli anche se ho appena dato alle stampe un prodotto mediocre o incompleto, proprio perchè so già che se ho giocato bene la mia partita nella promozione, come diceva l'articolo, i boccaloni me lo verranno a comprare indipendentemente da tutto. Quanti Call of Duty hanno venduto a scatola chiusa? Quanti PES o Fifa? licenze, marketing, promozione e tuttalpiù grafica..il gameplay è sempre la solita minestra riscaldata e scaduta che però milioni di giocatori non vedono l'ora di bersi, entusiasmati dai videogameplay e sentendosi cool. Alla fine, per quanto mi riguarda, parlare di Assassin's Creed è come parlare degli One Direction.

Lollo

ma piantala sei il solito hipster radical chic che butta tutto nel mucchio e perinciso so che c'è molto di vero in quello che hai scritto eh però si vede che tu la butti lì in modo semplicistico per ostentare superiorità, come dire 'voi che giocate alle cose mainstream siete tutti bimbiminkia io invece sono un giocatore serio blabla', ma per favore, quelli come te i giochi manco se li godono perchè se dovessero capitare a giocare ad un AC piuttosto che altro lo farebbero solo per il gusto di criticarlo con tutti i preconcetti snob di cui parlavo, cioè poi è chiaro che un gioco ti sembrerà sempre una merda indipendentemente dalle sue qualità ma da qui a paragonare una serie non dico capolavoro ma carina agli One Direction ce ne passa eh.

Valerio

tanto è vero che la tua reazione è paragonalissima a quella delle directioner. si può fare lo stesso discorso a parti invertite e finire sempre qui, e non solo per un fatto qualitativo, perchè quello che intendevo io era altro: gli one direction esattamente come assasin's creed non godono del loro successo mondiale grazie alle proprie qualità tecniche, che un minimo ci possono pure essere eh, ma per l'aspetto modaiolo e virale della loro promozione. tutto lì. se preferisci ti faccio anche un'altro esempio, che ne so siamo d'accordo che gangam style fosse un video simpatico e divertente, ma possiamo anche ragionevolmente sostenere che non si meritasse certo di avere più visualizzazioni youtube di 3/4 del resto della musica mondiale, almeno credo.

Valerio

da cui, sintetizzando, la gente in quanto massa è complessivamente stupida, e chi ci marcia sopra lo fa adattando le proprie strategie di volta in volta a questa stupidità e all'aria che tira in quel dato momento.

Lollo

scusa ma stai parlando di cose che tra loro non c'entrano proprio un cazzo...e tanto per dirne una che le vale tutte, le visualizzazzioni di youtube per dire non è che sono qualcosa di per forza positivo, anzi possono anche essere frutto di una moda del disprezzo, che non è esattamente la stessa cosa di fare fatturato vendendo a salatissimo prezzo un gioco bello o meno che questo esso sia.....

Jack

beh i final fantasy moderni sono una merda, però quoto chi dice che se la gente continua a comprarseli in ogni caso non si può certo dire che alla SE non sappiano farsi due conti.

Valerio

potrei citarti Oscar Wilde, ma direi che questa discussione già interminabile sconfinerebbe ulteriormente. È abbastanza chiaro che l'essere un accanito compratore di vg ti metta delle belle fette di salame sugli occhi, ma dai tuoi post si capisce anche la frustrazione di essere consapevole del finanziamento che stai facendo ad un mercato che riconosci come sporco. Poi puoi chiamarmi hipster o come ti pare, è il chiaro sintomo della frustrazione derivata dalla consapevolezza di cui sopra. C:

Alan

secondo me Valerio hai ragione per molti versi ma come dice Lollo sembra che tu la metta giù con una certa presunzione, cioè come se stessi parlando da chissà quale pulpito....

Valerio

<<tu chiamala="" se="" vuoi="" -="" presunzione="">> parafrasando una vecchia canzone. Quello di cui parlo è una cosetta chiamata acquisto consapevole, poi mi dispiace se vi sentite attaccati nel personale ma il mio è un discorso assolutamente generale...

Alan

guarda che io gioco molto poco oramai e l'ultima serie che ho comprato a scatola chiusa (poi pentendomene visto il finale del 3) è stata quella di mass effect, a me sembra sempre di più che tu abbia commentato qua per fare la predica

DarkDrake

Contento di aver ripescato questo post che lessi tempo fa...perdona il necroposting, ma mi premeva sottolineare il discorso che facevi in calce...temo infatti che il VR sia l'ennesimo fuoco di paglia, e che la stagnazione dei titoli AAA sempre più inesorabile.

DarkDrake

E, parlando di Uematsu, il discorso su titoli usciti a metà vale parecchio per Final Fantasy 15...delusione cocente.

Xab

beh non lo so sai, io il VR l'ho provato un pochino ed è potenzialmente entusiasmante...peccato che risulti un po' scomodo da mettere e mi venga il mal di mare utilizzandolo, però se non la buttano via e gli sviluppatori la sfruttano come si deve è davvero na gran possibilità per il futuro

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